Tecnica SMILE: tutto quello da sapere sull'intervento

Leggi tutto ciò che c'è da sapere sulla preparazione, l'intervento e le dimissioni quando ci si sottopone alla tecnica SMILE. 

La tecnica Smile

La tecnica SMILE è, ad oggi, la più innovativa tecnica di chirurgia refrattiva. Questa tecnica, infatti, consente di trattare difetti di miopia elevata  (fino a 10 diottrie) ed astigmatismi  con un enorme precisione, anche in presenza di cornee sottili che non potrebbero essere trattate con le tecniche tradizionali.


L’intera procedura richiede soltanto pochi minuti ed è indolore. L’assenza del taglio per la creazione del flap, evita di recidere le terminazioni nervose presenti negli strati anteriori della cornea, fondamentali per il mantenimento della corretta lacrimazione, e limitano così l’insorgenza della sindrome da occhio secco tipica della chirurgia refrattiva tradizionale. In questo modo, si riducono anche le incidenze di infezioni e si favorisce una più rapida guarigione dell’epitelio.


La tecnica SMILE, inoltre, consente di trattare tutti quei pazienti che già presentano la sindrome da occhio secco e che quindi non possono essere sottoposti ad altri trattamenti laser. La SMILE è la tecnica refrattiva più indicata per gli sportivi in generale e soprattutto per chi pratica sport da contatto in quanto non essendoci taglio corneale e quindi ferite, non vi è alcun rischio di riapertura della ferita chirurgica.

La preparazione all'intervento

Il giorno dell’intervento il paziente dopo aver ripetuto alcuni veloci esami diagnostici viene accompagnato in una stanza attigua alla sala laser, chiamata stanza di preparazione. Un infermiera lo aiuta dapprima ad indossare un camice, dei calzari ed una cuffietta e in seguito lo fa accomodare in una poltrona a ovetto di colore verde o arancione. Gli instilla negli occhi delle gocce di collirio anestetico per 2 volte a distanza di 5/10 minuti l’una dall'altra. Ascoltando della musica rilassante, il paziente rimane in questa stanza per circa 15 minuti.

L’intervento

Passato questo tempo, il paziente viene accompagnato nella sala laser per effettuare il trattamento refrattivo. Nella stanza sono presenti il paziente, il medico chirurgo, l’infermiere e il key operator. Il paziente, dopo essersi disteso sul lettino collabora con il medico chirurgo e segue con gli occhi le indicazioni che il chirurgo gli da fissando dei punti luminosi verdi. Dopo l’intervento al primo occhio e con le stesse modalità segue l’intervento al secondo occhio. L’intervento dura pochi secondi per ciascun occhio, anche se in realtà il paziente rimane nella stanza laser per 30 minuti circa.

Le dimissioni

Al termine dell’ intervento l’infermiera o l’ortottista riaccompagna il paziente nella stanza di preparazione dove sosta per circa 15 minuti in attesa che il medico venga a consegnarli la terapia per i giorni seguenti e la lettera di dimissioni. Esce dalla clinica senza bende o lenti a contatto, la visione nell'immediato potrebbe però risultare annebbiata.

La terapia post operatoria, di soli colliri, dura circa 10 giorni.

Recupero veloce

Il mattino seguente al risveglio il paziente prova il famoso “wow effect” proprio di questa procedura, non necessitando più di occhiali o lenti a contatto per vedere. La sua visione è ottima e la sensazione provata è di liberazione e felicità. Nessun ricordo dell’ intervento. Può venire al controllo del giorno successivo guidando la sua automobile senza bisogno di essere accompagnato.

Inoltre, se svolge un lavoro sedentario, in un ambiente non polveroso, può anche tornare alle sue occupazioni, oppure godersi il tempo libero fino al rientro al lavoro.

Nota Bene
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